Afrodite

La Camera

Afrodite



Descrizione

Camera di 20 mq con balcone e aria climatizzata, TV a schermo piatto 32’, bagno privato con finestra, doccia, asciugacapelli, stendibiancheria, specchio e set di cortesia, terrazzo privato con angolo relax. Arredamento d’epoca.

La camera si trova al 1° piano, senza ascensore.

Pulizia giornaliera in camera.

Cassetta di sicurezza alla reception.

Parcheggio antistante la struttura riservato e gratuito.

Wi-fi free in tutta la struttura.

* Su richiesta sevizio sveglia mattutina e caffè in camera.

* Su richiesta possibilità di fare colazione in terrazzo privato.


Cenni di storia

Sulla Dea Afordite

 

Nella religione Greca la dea della bellezza e dell’amore (Venere per i Romani), figlia di Zeus e della ninfa Dione per Omero, invece, secondo Esiodo, nata in primavera dalla spuma del mare.

Afrodite, dal greco afros, la spuma, aveva anche l’appellativo di Urania, perché ancora figlia del Cielo. Appena emerse dalle onde, su una conchiglia di madreperla, Zefiro l’aveva spinta sulla riva dell’isola di Cipro, da qui gli appellativi di Anadiomene, l’emersa.

Appena la dea mosse i primi passi sulla spiaggia, i fiori sbocciarono sotto i suoi piedi, e subito le vennero incontro le Ore (le dee dell’ordine nella natura e delle stagioni; le ancelle di Zeus che aprono e chiudono le porte del Cielo), le Cariti (le Grazie), Peito(la persuasione), Potos (il desiderio), Himeros (la brama), per accoglierla, onorarla e servirla. La vestirono con un vestito bellissimo, le misero boccole d’oro e gemme alle orecchie, braccialetti ai polsi e una collana splendente al collo. Gli splendidi gioielli, tra cui una magica cintura d’oro, dove erano raccolti tutti i vezzi, le grazie, il sorriso che promette ogni gioia, i teneri dialoghi degli innamorati, i sospiri che persuadono e il silenzio espressivo. La combinazione di questi gioielli con il suo fascino personale la rendeva una creatura irresistibile, amante della seduzione e delle avventure. Dal cielo arrivò un carro di gemme, tirato da due colombe, la dea vi salì e fu così assunta in Cielo. Zeus la diede in moglie ad Hefesto; ma la sua idea non fu delle più felici; non si può unire in matrimonio la dea più bella con il dio più brutto. Afrodite veniva rappresentata nel fiore della sua giovinezza, avvenente, graziosa, tutta ingioiellata e sorridente. Il suo volto era ovale, delicato e gentile; i suoi occhi grandi, tremuli, avevano uno sguardo soave e languido che ispiravano tanta dolcezza. Erano sacri ad Afrodite, il mirto, la rosa, il melo, il papavero; tra gli animali, il passero, la lepre, il cigno, il delfino e soprattutto la colomba.

La potenza divina di Afrodite è l’amplesso, non solo quello “legittimo” perché «qualunque attività umana può assumere una dimensione sacrale; e l’amplesso è sacro in quanto vi si manifesta “la forza” che congiunge l’elemento maschile con l’elemento femminile, impersonata da Afrodite»

Dalle sue varie unioni ebbe alcuni figli, dal troiano Anchise ebbe Enea; dal dio Dioniso ebbe Imene, il dio delle feste nuziali; da Ares ebbe due figli terribili, Eros, amore, e Anteros.

Non vi sono certezze sul significato originario del nome di Afrodite, anche l’origine della sua figura divina è piuttosto controversa. La tradizione greca la vuole di derivazione orientale: Erodoto sostiene che il suo santuario di provenienza è quello di Afrodite Urania ad Ascalona, da lì i Ciprioti ne importarono il culto; mentre, per  il geografo Pausania, i Fenici trasferirono direttamente il culto a Citera..

Comunque sia la sua figura venne ellenizzata già al tempo di Omero: nell’Odissea. La si fa originare dal santuario di Pafo, nell’isola di Cipro. Quindi se è probabile una sua influenza orientale è da tener presente che il tempio di Afrodite rinvenuto a Pafo è datato al XII secolo a.C. (1200 a.C.) quando vi giunsero i Micenei ( Achei), mentre la colonizzazione fenicia è invece attestata al IX secolo a.C. (900 a. C).

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